Produzioni didattiche

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RIFLESSIONI SUL PROGETTO "PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE” E SUL QUESTIONARIO SOCIAL NETWORK
Quest’anno nelle classi terze sono stati proposti dei laboratori in cui noi alunni abbiamo lavorato a classi aperte (cioè con compagni delle altre sezioni). Uno di questi laboratori si chiamava “Personaggi in cerca d’autore”.

A cura di:
Alice Giuliani (3A)
Zain Syed (3A)
Michael Ihemeye (3B)
Nadia Dotti (3B)
Kashan Tanveer (3B)
Mouhamad Niang (3C)


Noi abbiamo lavorato con la prof.ssa Cappai, e il personaggio che ci è stato proposto è stato Mark Zuckemberg, il giovane fondatore di Facebook.
Abbiamo visto un film su di lui, letto un articolo di giornale e poi riflettuto insieme su qualcosa da “produrre” alla fine di questo laboratorio che riportasse la nostra esperienza. Oltre ad un cartellone, che abbiamo intitolato “Il decalogo di Internet” esposto nell’atrio della nostra scuola, abbiamo deciso di proporre a tutti gli studenti della secondaria un questionario sull’uso dei social network da noi ideato e realizzato su Internet.
Queste sono le nostre riflessioni sui risultati.

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I social vengono usati più dai ragazzi che dalle ragazze.
Il 15% degli alunni passa l’intero pomeriggio sui social network e connesso ad Internet (più di 5 ore), e per noi questo è esagerato in quanto pensiamo che il massimo sia 3 ore.

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Il social più utilizzato è Whatsapp, e la maggioranza degli alunni utilizza i social per comunicare con amici e parenti lontani.
Per noi questo è molto importante perché nella nostra scuola ci sono molti alunni di origine straniera e per loro è importante utilizzare internet per rimanere in contato con la famiglia di origine.
Molti ragazzi usano i social per non affaticarsi ad uscire e rimanere in contatto con le altre persone.
Ci ha fatto molto piacere che ben l’85% degli alunni preferisca incontrare le persone faccia a faccia e non sulla rete, perché così facendo si coltivano i rapporti personali e le emozioni non sono nascoste dietro ad uno schermo.
Bisogna stare attenti alle foto che si mettono su Internet, perché poi diventano di dominio pubblico. Qualsiasi persona, anche qualcuno dall’altra parte del mondo che non conosciamo, potrebbe salvare le foto che noi pubblichiamo, e farne un uso anche improprio. Se posti una foto senza permesso di qualcun altro devi assicurarti che non ci siano ripercussioni su quella persona, nel senso che la foto non deve offensiva o invadere la privacy dell’altra persona.
Molti di noi chattano con persone che non si conoscono: per noi ci sono pro e contro di questo fatto, nel senso che così facendo puoi conoscere gente nuova e farti nuovi amici, ma puoi incontrare molti malintenzionati. Quindi quando chattiamo con persone che non conosciamo non dobbiamo dare informazioni personali (dove viviamo, che scuola frequentiamo…..).
La maggior parte degli alunni che ha incontrato malintenzionati sulla rete non ne ha parlato con nessuno, forse per vergogna o sensi di colpa. Invece un buon numero di ragazzi ne ha parlato con gli amici, perché secondo noi è più facile parlare con una persona della stessa età, piuttosto che con un adulto. Nessun alunno ha indicato che ne parlerebbe con un insegnante, alcuni ne parlerebbero con i fratelli o i genitori. Per noi non importa con chi se ne parla, ma l’importante è parlarne con altre persone, che ci possono aiutare.

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Ci ha invece colpito in negativo il fatto che 22 alunni hanno usato i social quando avevano meno di 8 anni, perché a quell’età bisognerebbe giocare, andare al parco con i genitori, fare i compiti, e non isolarsi a guardare da solo uno schermo.
Ci ha stupiti anche il fatto che 18 alunni hanno avuto il loro primo cellulare con connessione ad internet a meno di 8 anni, perché con la connessione libera si possono visitare siti inopportuni e pericolosi a cui un bambino, per la sua immaturità e ingenuità, potrebbe accedere. Se è proprio indispensabile che i bambini abbiano il cellulare si potrebbe pensare al blocco parental control, che potrebbe difenderli dai pericoli della tecnologia usata impropriamente.
Dal questionario è emerso anche il fatto che molti di noi non leggono i termini d’uso e le informazioni sulla privacy, forse perché sono testi difficili e lunghi, scritti in piccolo e non si ha voglia di “perdere tempo” a leggere. Questa cosa è però negativa, perché si accettano cose “a scatola chiusa” che neppure si conoscono e che un giorno potrebbero ritorcersi contro di noi.

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Ringraziamo tutti gli alunni che hanno risposto al questionario e i docenti di informatica.